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Con l’aumento dei flussi migratori degli ultimi anni, l’attenzione dell’opinione pubblica, della classe politica e dei territori si è focalizzata sugli sbarchi e sull’accoglienza, spesso a scapito di una visione più a lungo termine altrettanto necessaria, mettendo in secondo piano due ambiti fondamentali nella gestione delle migrazioni: la programmazione di canali di ingresso per lavoro e l’inserimento attivo nella società della popolazione straniera residente nel nostro Paese.

Con l’obiettivo di adottare un approccio pragmatico alla questione migratoria e trovare soluzioni ragionevoli e a lungo termine è nata la proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”, depositata con oltre 90.000 firme alla Camera dei deputati il 27 ottobre 2017, frutto del lavoro e dell’esperienza di tante realtà, anche molto diverse tra loro, che operano in questo campo ogni giorno.

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RASSEGNA

  • Articolo pubblicato su il Manifesto del 19 marzo 2020 Senza stagionali dai paesi comunitari, impossibilitati a venire in Italia a lavorare a causa del coronavirus, secondo l’allarme lanciato da Coldiretti, si rischia nelle prossime settimane di «pregiudicare le fornitura di generi alimentari a negozi e supermercati» mettendo a rischio il 25% dei raccolti. Ma saranno impossibilitati a entrare nel nostro Paese anche i lavoratori stagionali non comunitari. In tutto sono 370 mila, sempre secondo Coldiretti, i lavoratori regolari che arrivano ogni anno in Italia e che rappresentano una manodopera vitale per

  • È l'assenza di vie legali praticabili per venire qui a lavorare, come ripetono gli esperti da anni: e la colpa è della famosa legge Bossi-Fini di Luca Misculin Il dibattito italiano sull’immigrazione si concentra spesso su temi molto visibili come gli arrivi dei richiedenti asilo via mare o la loro trafila per ottenere un permesso di protezione internazionale, spesso tortuosa e a forte rischio di sfociare nell’irregolarità, con la permanenza di migliaia di persone sul territorio italiano senza alcun permesso. Al momento in Italia vivono in queste condizioni circa 600mila persone, una ogni cento italiani e stranieri

  • Articolo di Giuseppe Brescia pubblicato il 15 novembre 2019 su Il Riformista La campagna “Ero straniero”, sostenuta da 90mila firme, pone una semplice domanda: come garantire canali regolari di ingresso nel nostro Paese? Ad oggi l’unico canale d’ingresso legale nel nostro Paese per motivi di lavoro è rappresentato da un decreto flussi annuale che ogni anno viene adottato in via transitoria. Da oltre dieci anni manca un documento programmatico triennale sulle politiche migratorie. È vero, nel 2006 il mondo era completamente diverso, ma allora come oggi l’immigrazione non rappresenta più un’emergenza. Gli

EVENTI PASSATI

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