Decreto flussi, il grande flop: meno del 17% delle quote diventa permesso di soggiorno

Articolo di Chiara Ludovisi pubblicato su Vita il 19 febbraio 2026

La campagna “Ero straniero” presenta il IV Rapporto annuale sugli esiti della procedura d’ingresso per lavoro della programmazione flussi triennale 2023-25, aggiornati a dicembre 2025. Allarmano anche gli esiti negativi per chi viene da Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka e Marocco: sono il 34% circa del totale, mentre le domande pendenti rappresentano il 90% del totale. Cosa fare? Potenziare il permesso di soggiorno per ricerca lavoro e aumentare la flessibilità, per ridurre precarietà, irregolarità e insicurezza

Se un sistema non funziona, va cambiato. Eppure, è lo stesso da 20 anni, il meccanismo che regola l’ingresso dei lavoratori stranieri in Italia. E si chiama decreto flussi. Se ne è parlato oggi, dati alla mano, presso la Sala Nassirya del Senato, con la campagna “Ero straniero”, promossa da A Buon Diritto, ActionAid, ASGI, Federazione Chiese Evangeliche Italiane, Oxfam, Arci, CNCA, CILD.

I dati sono quelli, inediti, contenuti nel IV Rapporto annuale sugli esiti della procedura d’ingresso per lavoro della programmazione flussi triennale 2023-25, aggiornati a dicembre 2025. L’analisi monitora l’intera filiera del decreto flussi – dalle domande ai nulla osta, dai visti agli ingressi, fino alla firma del contratto di soggiorno – attraverso i dati ottenuti da accessi civici ai ministeri competenti e alla Presidenza del Consiglio.


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